Mi ricordo che...


Da qualche mese è partita una nuova ristampa (l'ennesima) di Tex Gigante (così si chiamava un tempo).
Dopo Tex Tre Stelle, Tutto Tex, Tex Nuova Ristampa e Tex Classic (senza contare i collaterali allegati ai quotidiani) la Bonelli ha lanciato una nuova ristampa: è la volta di Tex Collezione Book con copertina rigida (proprio come, in precedenza, Dylan Dog Collezione Book e Dylan Dog Superbook).
Non ho potuto resistere: ho preso il primo numero (allegato gratuitamente al n. 774 della serie originale) e continuo a comprarlo. 


È alla sua sesta uscita (settembre) e il prossimo mese (ottobre) è la volta del numero 7 ("Il patto di sangue") con l'incontro di Tex con Lilyth e con la nascita del mito di Aquila della Notte. 

Sono sincero: aspettavo questa ristampa in versione "book" da tempo, anzi, secondo me Bonelli avrebbe dovuto pensarci prima di lanciare quella di Dylan Dog, ma le vere motivazioni che mi hanno spinto ad acquistarla vanno ricercate lontanissime nel tempo, esattamente 50 anni fa (nel 1975) quando frequentavo la prima media.

Nella mia classe c'erano due ragazzini che, come me, leggevano fumetti: Nicola e Patrizio (oggi stimati medici). 
A Nicola piaceva Tex e propose, a me e a Patrizio, di iniziare una collezione "in comune" e, per dividerci la spesa, ognuno di noi, a turno, acquistava il nuovo numero quando usciva in edicola.
Ricordo che, nell'unica edicola in paese, ne arrivavano qualcosa come 200 copie. Magari sto esagerando o ricordo male ma erano comunque i "tempi d'oro" per Tex e per i fumetti in generale... 

Partimmo con "La città morta", il numero 176.


A turno lo leggevamo e poi Nicola custodiva nella sua cantina (i suoi genitori e la pestifera sorellina gli proibivano di far entrare i fumetti in casa) tutti i numeri di quella collezione "in comune", numeri che crescevano di mese in mese.

Decidemmo di acquistare anche la ristampa Tre Stelle, per accelerare il completamento della collezione. 
Richiedemmo anche, man mano, gli arretrati. 
Iniziammo a cercare i numeri mancanti anche tra gli altri ragazzi compaesani che lo leggevano e collezionavano e, in alcuni casi, li vincevamo giocando a carte. 

Patrizio, quasi subito, decise di recidere il nostro "contratto verbale" e si tirò indietro.
A collezionarlo rimanemmo io e Nicola.


Questa nostra "società" durò fino alla fine della terza media, fino al giugno 1977, ovvero quando uscì il n. 200 di Tex.
Le nostre strade si divisero: lui al Liceo Scientifico (a Mottola) ed io all'Istituto Tecnico Agrario (a Massafra).
Dopo le superiori, Nicola - studente di medicina - si trasferì al Nord (Milano?) e da allora non ci siamo mai più rivisti.

La leggenda narra che l'intera collezione di Tex custodita nella cantina fece una brutta fine: i genitori di Nicola la fecero sparire, ma nessuno ha mai saputo come e quando...

Commenti

Post più popolari